La cultura aziendale non si scrive nei manuali. Si sente. Si vive.
Possiamo continuare a creare policy, regolamenti, linee guida. Ma se dentro l’azienda manca l’armonia, tutto resta sterile.
La cultura non è un documento. È una vibrazione collettiva.
Non nasce dal controllo, ma dalla connessione.
E allora cosa dobbiamo smontare per costruire armonia vera?
👉 L’idea che le persone debbano “adattarsi” alla cultura.
In realtà, è la cultura che deve evolversi grazie alle persone.
👉 L’idea che i valori aziendali siano frasi appese ai muri.
Se non li vedi nei comportamenti quotidiani, sono solo marketing interno.
👉 L’idea che la leadership debba “gestire”.
Una leadership armonica non dirige, ma sintonizza. Mette in ascolto. Crea spazi di fiducia, non solo obiettivi.
Come agisco io, da HR, per creare armonia?
Decostruisco il linguaggio:
Non parlo di “risorse”, ma di persone.
Parole diverse creano pensieri diversi.
Creo spazi di verità:
Ascolto prima di progettare. Non porto soluzioni prefabbricate, ma domande vere.
Faccio da ponte:
Tra il sentire delle persone e le scelte aziendali. L’HR non è un filtro, è una traduzione empatica tra bisogni e visione.
Difendo l’invisibile:
Le micro-relazioni, i silenzi, i segnali deboli. L’armonia si gioca lì, nei dettagli che non finiscono nei report.
“Umani non Risorse” non è solo il titolo del mio libro.
È una dichiarazione di intenti.
Perché un’azienda non diventa umana con una campagna di comunicazione.
Diventa umana quando inizia a scegliere l’armonia, non il protocollo.
E tu? In che direzione stai andando?




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