Ciò che non si è realizzato è ciò che non si doveva realizzare affinché si realizzasse ciò che si è realizzato

Col tempo ho imparato, non solo con la testa, ma con la vita, che niente accade per caso. Le delusioni, le strade interrotte, le promesse non mantenute, i progetti che non sono mai decollati… per molto tempo li ho vissuti come fallimenti. Come ingiustizie. Mi chiedevo: “Perché proprio a me?”, “Cosa ho sbagliato?”

Ma grazie alla mia pratica buddista ho imparato a leggere tutto sotto un’altra luce.
Il Buddismo insegna che ogni causa produce un effetto. Niente di ciò che viviamo è scollegato da ciò che abbiamo seminato, né da ciò che stiamo scegliendo di essere, momento per momento.

Ciò che non si è realizzato, spesso, è semplicemente qualcosa che non era allineato con la mia vera missione di vita.
Quelle “occasioni mancate” erano parte di un ordine invisibile che stava preparando qualcosa di più coerente con il mio cammino di crescita.

Ogni “no” della vita non è una punizione, ma una protezione.
Ogni deviazione è una possibilità per guardare più a fondo dentro di me, e agire non con reazione, ma con consapevolezza.

Grazie al Buddismo ho imparato che non siamo vittime del destino, ma creatori del nostro presente. E anche quando non comprendiamo subito il senso di ciò che accade, possiamo scegliere di credere nel potere delle cause che stiamo mettendo oggi.

Ciò che oggi si è realizzato nella mia vita, ogni relazione sana, ogni passo avanti, ogni conquista interiore, è potuto emergere anche grazie a ciò che non si è realizzato prima. E se guardo con sincerità, quelle rinunce, quelle “sconfitte”, sono state in realtà grandi benedizioni mascherate.

La vita non mi ha mai tolto nulla.
Mi ha solo portato, con immensa precisione, esattamente dove dovevo essere.

E oggi, con fede incrollabile, continuo a fare, causa dopo causa, giorno dopo giorno, confidando che l’effetto arriverà… nel momento giusto, nel modo giusto.
Ma senza dubbio ARRIVERÀ.

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